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Come esprimersi meglio: pensa con chiarezza, poi parla chiaro

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In breve

Esprimersi bene ha due metà: ordinare i pensieri in modo che il punto arrivi per primo e ogni frase porti un'idea sola, e pronunciare le parole in modo che arrivino intere. Usa la struttura PREP (punto, ragione, esempio, punto), scegli verbi precisi invece di parole vaghe, fai un secondo di pausa prima di rispondere, cura la dizione e tieni un ritmo moderato. Dieci-quindici minuti di pratica al giorno per 30 giorni fanno una differenza netta.

Indice (11)
  1. Cosa significa esprimersi bene?
  2. Come esprimere i propri pensieri: prima la struttura
  3. Come arricchire il lessico per esprimersi meglio
  4. L'esercizio del ragazzino di 12 anni
  5. Prima pensa, poi parla: la pausa di due secondi
  6. Come migliorare la dizione: parole che arrivano intere
  7. Parole lunghe e gruppi di consonanti
  8. Ritmo e pause: dai spazio alle parole
  9. Un piano di 30 giorni per esprimersi meglio
  10. Come capire se ti stai esprimendo meglio
  11. Quando rivolgersi a un professionista

Esprimersi bene significa che le persone capiscono cosa intendi la prima volta che lo dici. Ha due metà: ordinare i pensieri prima e mentre parli, e pronunciare le parole abbastanza chiaramente da non perdere niente per strada. Sono entrambe abilità, non talenti.

Cosa significa esprimersi bene?

Chi si esprime bene presenta le idee in un ordine chiaro, con parole precise, e le pronuncia in modo che siano facili da seguire. Quasi tutti quelli che si sentono impacciati quando parlano non hanno poco vocabolario o poca intelligenza: cominciano a parlare prima di sapere qual è il loro punto, oppure corrono e si mangiano le parole.

Cosa notiCausa abitualeSoluzione in questa guida
Divaghi e perdi il puntoNessuna strutturaPREP
Dici "cosa", "roba", "praticamente"Parole vaghe sotto pressioneVerbi precisi, lessico
Frasi lunghe che cambiano direzionePiù idee insiemeUn'idea per frase
Ti chiedono di ripetereDizione veloce e poco chiaraEsercizi di dizione, ritmo
Ehm e cioè a ogni frasePensi mentre parliLa pausa di due secondi

Come esprimere i propri pensieri: prima la struttura

I tuoi pensieri arrivano chiari quando hanno un ordine prima che tu parli. La struttura più semplice è PREP: dichiari il Punto, dai la Ragione, offri un Esempio, poi ripeti il Punto. Funziona per le risposte in riunione, i colloqui e i disaccordi di tutti i giorni.

Ecco PREP che risponde a "Spostiamo il lancio?":

  • Punto: "Lo sposterei di due settimane."
  • Ragione: "Il pagamento non funziona ancora sui telefoni più vecchi."
  • Esempio: "Nel test di ieri, tre acquisti su dieci non sono andati a buon fine."
  • Punto: "Con due settimane in più facciamo un lancio pulito."

Quattro frasi, meno di 20 secondi, e nessuno deve chiedersi cosa pensi.

Esercizio: PREP in 30 secondi (5 minuti, 5 domande). Scrivi cinque domande quotidiane, come "Qual è il film migliore che hai visto quest'anno?" o "Lo smart working deve restare?". Rispondi ad alta voce a ciascuna in quattro frasi usando PREP. Registra l'ultima e controlla che il punto sia nella prima frase.

Un'idea per frase

Le frasi lunghe che portano tre idee costringono chi ascolta a districarle. Frasi brevi con un'idea ciascuna suonano sicure e sono più facili da seguire, soprattutto a voce, dove chi ascolta non può rileggere. L'italiano scritto ama le subordinate; l'italiano parlato che arriva bene no.

  • Prima: "Allora, praticamente dovevamo lanciare, però poi è venuta fuori la cosa dei pagamenti e alcuni dicono di andare comunque, che un po' lo capisco, però..."
  • Dopo: "Dovevamo lanciare lunedì. Il pagamento non funziona sui telefoni più vecchi. Una parte del gruppo vuole lanciare lo stesso. Io aspetterei."

Esercizio: spezzare le frasi (3 minuti). Prendi una risposta lunga che hai dato di recente, o un vocale in cui hai divagato, riscrivila in frasi brevi con un'idea ciascuna e leggi la nuova versione ad alta voce.

Come arricchire il lessico per esprimersi meglio

Chi si esprime bene non usa parole rare: usa la parola precisa. Costruisci quel lessico leggendo ad alta voce, raccogliendo parole che useresti davvero e dicendo ciascuna in una frase tua il giorno stesso, e scegliendo verbi e nomi specifici invece di quelli vaghi.

Dire le parole ad alta voce aiuta a ricordarle. In una serie di esperimenti sulla memoria, le parole pronunciate ad alta voce durante lo studio venivano ricordate meglio di quelle lette in silenzio, un effetto che i ricercatori chiamano effetto di produzione (MacLeod e colleghi, 2010, Journal of Experimental Psychology, in inglese). L'effetto era più chiaro quando solo alcune parole venivano pronunciate, quindi leggi normalmente, ma di' ad alta voce le parole che vuoi tenere.

Esercizio: la raccolta ad alta voce (10 minuti). Leggi ad alta voce un articolo ben scritto per cinque minuti. Annota tre parole o espressioni che useresti davvero, di' ciascuna in due frasi tue e usane una in una conversazione vera quel giorno.

Le parole precise contano più di quelle ricercate:

VagoPreciso
fare il reportpreparare, rivedere, chiudere o inviare il report
parlare dispiegare, sostenere, proporre, riassumere
migliorarecrescere, riprendersi, accelerare, raddoppiare
un sacco di cosetre rischi, la maggior parte dei clienti, ogni lunedì
è un po' un casinoè in ritardo, sfora il budget, non è chiaro

L'esercizio del ragazzino di 12 anni

Se riesci a spiegare una cosa a un ragazzino curioso di 12 anni, la capisci abbastanza bene da spiegarla a chiunque. L'esercizio ti costringe a togliere il gergo, scegliere un esempio e dire l'idea centrale in una sola frase, cioè esattamente quello che fa chi si esprime bene.

  1. Scegli un argomento del tuo lavoro o di un tuo hobby.
  2. Imposta un timer di 60 secondi e spiegalo ad alta voce a un dodicenne immaginario: niente gergo, un esempio, un paragone con la vita di tutti i giorni.
  3. Registrati e riascolta. La prima frase diceva che cos'è la cosa? Hai usato parole che un ragazzino di 12 anni non conosce?
  4. Ripeti in 30 secondi. Dimezzare il tempo ti costringe a tenere solo quello che conta.

Prima pensa, poi parla: la pausa di due secondi

Fare una pausa di un secondo o due prima di rispondere ti fa sembrare più articolato, non meno. Ti dà il tempo di scegliere il punto e la prima frase, e sostituisce gli ehm e i cioè che riempiono il vuoto quando cominci a parlare senza sapere dove stai andando.

Prima di rispondere, fai un respiro e decidi due cose: il tuo punto e la tua prima frase. Poi comincia. Se ti serve più tempo, dillo: "Bella domanda, fammi pensare un secondo." Chi ascolta la sente come attenzione, non come debolezza. Per un piano completo che sostituisce gli intercalari con le pause, vedi come smettere di dire ehm.

Esprimersi bene è una parte del comunicare bene. Come migliorare la comunicazione copre l'ascolto e come adattare il messaggio alla persona che hai davanti.

Come migliorare la dizione: parole che arrivano intere

Migliorare la dizione significa far arrivare ogni parola intera: consonanti nitide, vocali aperte e accenti al posto giusto. Per esprimersi bene non serve la dizione di un doppiatore: serve che nessuno debba indovinare cosa hai detto. Labbra, punta della lingua e mascella devono lavorare un po' più che nel parlato rilassato, e pochi minuti di esercizi al giorno lo allenano.

Una precisazione utile. Nei corsi di dizione si lavora molto sulla pronuncia standard, per esempio le e e le o aperte e chiuse (pèsca e pésca, bòtte e bótte, vènti e vénti). È importante per attori, speaker e doppiatori. Nella vita di tutti i giorni un accento regionale non è un difetto: quello che ti fa sembrare articolato è la chiarezza, non la provenienza.

  1. Mimo silenzioso (2 minuti). Mima un paragrafo senza voce, con movimenti di labbra e mascella esagerati, come se qualcuno dall'altra parte della stanza dovesse leggerti le labbra. Poi dillo a volume normale. La bocca conserva parte della precisione in più.
  2. Scioglilingua di dizione (3 minuti). Di' "Trentatré trentini entrarono a Trento, tutti e trentatré trotterellando", "Sopra la panca la capra campa, sotto la panca la capra crepa" e "Apelle figlio di Apollo fece una palla di pelle di pollo". Comincia piano e accelera solo finché ogni suono resta pulito. Ne trovi molti altri nella nostra raccolta di scioglilingua.
  3. Accento sulle parole di contenuto (2 minuti). Chi si esprime bene rende le parole importanti un po' più lunghe e più forti: "Ci serve il report entro venerdì." Leggi cinque frasi accentando solo le parole che portano il significato.
  4. Coppie di accento tonico (2 minuti). In italiano spostare l'accento cambia la parola: àncora e ancóra, prìncipi e princìpi, sùbito e subìto, càpitano e capitàno. Di' ogni coppia lentamente tre volte, poi inseriscila in una frase.

Parole lunghe e gruppi di consonanti

L'italiano chiude quasi ogni parola su una vocale, quindi il punto in cui si inciampa non è la fine delle parole ma le parole lunghe e i gruppi di consonanti: str, sbr, sfr, spr. Lì le sillabe si accavallano e il discorso suona impastato anche quando il contenuto è ottimo.

Esercizio: la scala delle sillabe (2 minuti). Di' ogni serie lentamente, poi a velocità normale, sentendo ogni sillaba: straordinario, straordinaria, straordinariamente; proporzione, sproporzione, sproporzionatamente; consapevole, inconsapevole, inconsapevolmente. Poi leggi: "Il progetto di esternalizzazione è stato straordinariamente complesso e sproporzionatamente costoso." Per le vocali finali e le doppie, che sono l'altro punto debole del parlato veloce, come parlare in modo chiaro ha esercizi specifici.

Ritmo e pause: dai spazio alle parole

Chi si esprime bene raramente parla in fretta. Un ritmo moderato con pause tra le idee dà alla bocca il tempo di finire ogni parola e a chi ascolta il tempo di seguire. Quando spieghi qualcosa di complesso, rallenta ancora: il segnale che vai troppo veloce è che ti chiedono di ripetere o che resti senza fiato a metà frase.

Se parli anche in inglese, il test della velocità di parola, gratuito, conta parole al minuto, pause e intercalari in 30 secondi di parlato libero; misura il parlato inglese.

Esercizio: il paragrafo a blocchi (3 minuti). Leggi un paragrafo ad alta voce facendo una breve pausa alle virgole, un tempo pieno ai punti e una pausa un po' più lunga subito prima del punto principale. Se sai di correre, come parlare più lentamente ha un piano completo.

Un piano di 30 giorni per esprimersi meglio

Dieci-quindici minuti al giorno per 30 giorni bastano per sentire un cambiamento vero. Abbina ogni giorno un esercizio sul pensiero a uno sulla voce, e registra la stessa spiegazione di 60 secondi il giorno 1 e il giorno 30 per confrontarle.

GiorniEsercizio sul pensiero (5-7 min)Esercizio sulla voce (5 min)Controllo
1Registra una spiegazione di 60 secondi del tuo lavoroNessunoTienila come punto di partenza
2-7Risposte PREP a cinque domandeScioglilingua, da lenti a velociIl punto è nella prima frase?
8-14Spezzare le frasi, poi leggerle ad alta voceScala delle sillabe e mimo silenziosoLe parole lunghe si capiscono al riascolto?
15-21Raccolta ad alta voce: tre parole al giornoParagrafo a blocchi; coppie di accento tonicoMeno parole vaghe?
22-29Esercizio del dodicenne; pausa di due secondi nelle conversazioni vereAccento sulle parole di contenutoMeno intercalari al minuto?
30Registra di nuovo la spiegazione del giorno 1NessunoConfronta le due registrazioni

Come capire se ti stai esprimendo meglio

Confronta le registrazioni del giorno 1 e del giorno 30 con una breve lista di controllo. Ti stai esprimendo meglio quando il punto arriva presto, le frasi portano un'idea ciascuna, le parole vaghe sono state sostituite e ogni parola si sente per intero.

  • Il punto è nella prima o nella seconda frase.
  • Quasi tutte le frasi portano un'idea sola.
  • "Cosa", "roba" e "praticamente" compaiono di rado.
  • Le parole lunghe e i gruppi di consonanti si capiscono al primo ascolto.
  • Gli intercalari sono rari e le pause cadono tra le idee.
  • Il ritmo è costante, non accelera verso la fine.

Per una misura esterna della metà che riguarda la voce, Voceris assegna un punteggio a chiarezza, ritmo, pause e intercalari, insieme ad altre cinque qualità della voce, partendo da una breve registrazione. L'app è in inglese e analizza la tua voce quando parli inglese: utile se l'inglese ti serve al lavoro o nei colloqui, per vedere se gli esercizi stanno spostando i numeri.

Quando rivolgersi a un professionista

Questi esercizi servono per le abitudini quotidiane. Se la difficoltà a trovare le parole è comparsa all'improvviso, se il tuo modo di parlare è cambiato senza un motivo evidente o se balbetti, parlane con un medico o con un logopedista.

Domande frequenti

Come esprimersi meglio quando si parla?

Decidi il tuo punto prima di cominciare, dillo nella prima frase, poi sostienilo con una ragione e un esempio. Una pausa di un secondo prima di rispondere ti dà il tempo di farlo e sostituisce l'ehm che altrimenti riempirebbe il vuoto.

Perché non riesco a esprimere i miei pensieri?

Di solito perché cominci a parlare prima di sapere qual è il tuo punto, provi a mettere più idee nella stessa frase o acceleri sotto pressione. È un'abitudine di struttura e di ritmo, non una mancanza di intelligenza o di vocabolario.

Leggere aiuta a esprimersi meglio?

Leggere ti dà parole e modelli di frasi chiare, ma una parola diventa tua solo quando la usi. Leggere ad alta voce e dire le parole nuove in frasi tue aiuta molto più della sola lettura silenziosa.

Come migliorare la dizione?

Apri bene la bocca sulle vocali, rendi nitide le consonanti e metti gli accenti tonici al posto giusto. Cinque minuti al giorno di scioglilingua detti lentamente, mimo silenzioso e lettura ad alta voce registrata bastano per sentire la differenza; la dizione standard, con le e e le o aperte e chiuse, serve soprattutto a chi parla per mestiere.

Quanto ci vuole per imparare a esprimersi bene?

La maggior parte delle persone nota risposte più chiare in due-tre settimane di pratica quotidiana, perché struttura e pause cambiano in fretta. Lessico e dizione automatica richiedono più tempo, in genere un paio di mesi di uso regolare.

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